Nel 2005 Vincenzo Schino (regista, performer e scenografo) viene selezionato con un suo gruppo di attori per le finali del premio Dante Cappelletti con un progetto dal titolo Opera, presentato in forma di studio.Nel 2006 il progetto è sostenuto dal Teatro Valdoca e debutta al Teatro Petrella di Longiano il 5 maggio in una rassegna evento chiamato Officina Valdoca e che diventerà un contenitore per promuovere giovani realtà artistiche. 
Per la creazione di questo spettacolo al regista si uniscono la danzatrice Marta Bichisao e i performer e attori Gaetano Liberti e Riccardo Capozza. Nel 2007 inizia la collaborazione con lo scenografo e costruttore Emiliano Austeri.
Con questa formazione e sostenuti dall’Officina vengono prodotti anche un ciclo di lavori chiamati Operette(0, 1, 2, 3) e Voilà in cui partecipa l’artista Erma Castriota (HER).
Tra i produttori c’è il Festival delle Colline Torinesi (che produrrà anche Sonno nel 2011), l’associazione Demetra e il festival della creazione contemporanea di Terni. 
Nel 2009 entra nel gruppo Marco Betti con la funzione di organizzatore. Nello stesso anno inizia il dialogo con l’artefice/pittore Pierluca Cetera che produce opere come parti integranti di diversi spettacoli e installazioni.
Dal 2010 il gruppo conosciuto come la compagnia Vincenzo Schino prende il nome di Opera dal titolo del primo spettacolo.
Nel 2011 durante la creazione di Sonno si unisce la dramaturg Letizia Buoso.
Sonno vince il premio Lia Lapini e viene selezionato insieme allo spettacolo Opera tra i lavori che rappresentano il giovane teatro contemporaneo italiano a Mosca.
Nel 2012 partecipa al progetto speciale del Teatro di Roma Perdutamente, nel quale 18 compagnie selezionate convivono per 3 mesi al Teatro India, per creare un luogo di scambio e creazione di pensiero, spettacoli e azioni artistiche. 
In questo periodo, prodotto dal Teatro di Roma nasce la performance/installazione Eco e inizia a delinearsi una modalità di creazione differente in cui il nucleo del gruppo non è più stabile, ma si compone di volta in volta a seconda del progetto. 
La responsabilità artistica viene sempre più condivisa tra Vincenzo Schino e Marta Bichisao. 
Da Eco in poi la ricerca sul suono e la composizione originale è curata dal sound designer Federico Ortica.
Nel 2013 il teatro Franco Parenti commissiona a Opera un lavoro sull’Amleto di Shakespeare, e nasce XX,XY primo passo nella tragedia di Amleto in cui per la prima volta il lavoro di drammaturgia precede la messa in scena connettendo i diversi linguaggi.
Oltre alla creazione di spettacoli nasce la necessità di creare un territorio di ricerca parallela in forma di laboratori esperienziali e formativi. Anche nei laboratori ci sono collaborazioni con artisti di diverse discipline come lo scultore Gigi Ottolino.
Nel 2014 Marta Bichisao inizia un percorso autorale con il progetto di ricerca coreografica sul concetto giapponese MA mains teanant le vide prodotto dal CRT di Milano.
Nel 2016 il dialogo con la pittura di Pierluca Cetera trova un focus con l’installazione performativa FILM macchina della vista e dell’udito prodotto da Fontemaggiore di Perugia. 
In questo progetto si delinea ancora di più il carattere mobile dell’equipe vista la collaborazione con: il laboratorio di ricerca di elettronica e scienza Hacklab, i visual artist Ackagi, la performer Catia Gatelli e la poetessa Florinda Fusco.
 
 

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